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bucanieri violenti e i sogni di una vita.

Hawaii violenta.

Sale sale il temporale
zucchero sulle ferite.
Croce e fiamma sul mio cuore
grandine a pepite d’oro.

Poi la rena ghiaccio opaca
copre naso occhi e gole.
Afoggando me ne vado
piano piano e d’improvviso.

Scendo affondo nell’abisso
che sia il cielo o un precipizio
cado avvolto dal tempaccio
e faccio bene quel che faccio.

Sogno schiuma spettinata
Onda amara l’ha mangiata
Vomitando il suo fondale
viene fuori e vuol grattare
Senti il tuono amore mio?
Vien da dentro, sono io.

errata corrige

contributo ricevuto:

"sì, va bene, ma quanti cazzo di errori di ortografia.

alla fine anche la lingua è un essere vivente, e bisognerebbe stare attenti a non maltrattarla troppo.

e non ci si giustifichifichi con l’importanza del contenuto, di cui qui non si parla. si consulti un manualetto del piffero per vedere se i monosillabi vanno accentati.

sì, dà, do, perché, cioè, scusa ma è una questione di rispetto, e che cazzo!

turing”

rispondo:
Credo tu abbia una grande ed indiscussa ragione.
Chiedo scusa a chi, come te, si è potuto disgustare ed è rabbrividito di fronte ai miei imperdonabili errori.
Non rileggo ciò che scrivo, non correggo quello che mi esce dalle dita e purtoppo ho ben perso l’abitudite a mettere accenti e soppesare bene la punteggiatura
Me ne rendo conto mi pento e mi dolgo.
Mi ricordo una lezione di grammatica di terza elementare in cui la maestra specificava che i giorni della settimana andavano scritti con l’accento pena la derisione pubblica di fronte all’intera classe o quando veniva segnato errore il non aver lasciato lo spazio tra la fine dell’ultima parola e il punto-punto esclamativo-interrogativo del caso.
Sono sacrosante le tue ragioni, troppo spesso dimentico il galateo come quando mangio le ali di pollo con le mani, che ci vuoi fare ho troppa fretta.

Rinnovo le scuse benchè temo di possedere delle brutte abitudini troppo radicate.

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